Trova la tua via è un laboratorio di scrittura e ricerca creativa realizzato nell’ambito di Carta bianca, un evento curato da Nube Architetture e Cooperativa “La Speranza”, che lo ha ospitato il 27 settembre 2025 nei propri spazi.

Il laboratorio nasce con l’intento di offrire a chi partecipa un’occasione per esplorare la propria voce personale attraverso il Cinema, non come tecnica da apprendere ma come esperienza intima da trasformare in narrazione. L’idea si ispira al lavoro svolto negli workshop della StoryLab International Film Development Research Network guidati da Erik Knudsen, che hanno introdotto un metodo innovativo chiamato etnomediaologia.

L’etnomediaologia invita a partire dalla propria esperienza per sviluppare storie autentiche e capaci di risuonare in modo universale. Al centro di questo approccio c’è la convinzione che il personale diventi universale e che proprio dall’esperienza individuale possano emergere narrazioni che appartengono a tutti.

In un contesto in cui il mezzo cinematografico è ormai accessibile a chiunque, diventa importante mettere in discussione le convenzioni su come una storia debba essere raccontata e tornare a un gesto creativo libero da schemi e da paure. Trova la tua via si inserisce in questo movimento, invitando a riconoscere le urgenze interiori, ad affidarsi ai propri sentimenti e a recuperare quella dimensione di gioco che appartiene all’infanzia, quando l’immaginazione non conosceva limiti.

Si sono svolti due esercizi principali che hanno guidato i partecipanti verso una scoperta personale e immediata.

ESERCIZIO 1

Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere due immagini tratte dalla propria quotidianità, apparentemente prive di legami, e di metterle in relazione attraverso la scrittura o l’immaginazione cinematografica. L’accostamento di elementi diversi ha permesso di far emergere connessioni inattese e nuovi significati, dimostrando come anche la banalità del quotidiano possa diventare materia narrativa.

ESERCIZIO 2

Il secondo momento di lavoro ha preso avvio da un sentimento vissuto durante la giornata. Da lì ogni partecipante ha cercato immagini e suoni capaci di restituirne l’atmosfera, senza il bisogno di spiegazioni razionali. L’obiettivo era evocare quell’emozione attraverso frammenti visivi e sonori che, messi in dialogo, hanno dato vita a piccole sequenze cariche di risonanza personale.

ESERCIZIO 3

Ai partecipanti è stato proposto un esercizio da svolgere individualmente dopo il laboratorio. L’obiettivo era comprendere come osservazioni apparentemente non correlate siano in realtà connesse attraverso lo sguardo e l’esperienza personale di chi osserva.

È stato chiesto di tenere un quaderno per annotare pensieri, sogni e osservazioni quotidiane, senza distinguere tra banale e profondo. Successivamente ciascuno ha rivisto le proprie note per individuare schemi, temi ricorrenti o sentimenti, scegliendo poi una delle tecniche dei primi due esercizi per trasformare quell’immaginario in una narrazione. Questo lavoro ha rafforzato l’idea che ogni storia prenda forma nel rapporto unico tra l’osservatore e il mondo, e che proprio da questa prospettiva personale possa nascere una risonanza universale.

Se avete realizzato il terzo esercizio, vi invitiamo a condividere con noi i vostri quaderni, appunti o frammenti visivi contattandoci da questa pagina. Potranno diventare parte di un archivio collettivo di immagini e memorie, un modo per continuare a nutrire insieme questo percorso creativo.

Questi esercizi, pur nella loro semplicità, hanno mostrato come la creatività non sia qualcosa da insegnare ma un atto di libertà che nasce dal coraggio di accogliere le proprie immagini interiori. Trova la tua via ha offerto ai partecipanti un terreno aperto e fertile, una carta bianca su cui lasciare che le storie venissero alla luce, pronte a trasformarsi in visioni condivise.

Il laboratorio Trova la tua via continuerà a vivere in nuovi appuntamenti e contesti.

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